Semintensiva

Semintensiva Pneumologica- Semintensiva ad alta valenza riabilitativa

La Semintensiva Pneumologica – Semintensiva ad Alta Valenza Riabilitativa - afferisce al reparto di Pneumologia e Riabilitazione Respiratoria. E’ costituita da posti letto forniti ciascuno di sistemi di monitoraggio cardiorespiratorio non invasivo, di ventilatori per la ventilazione artificiale invasiva e non invasiva e di pompe per l’infusione automatica di liquidi e preparati nutrizionali per via enterale e parenterale. Tutti i letti sono collocati in un ambiente ben illuminato e spazioso, dotato di sistemi centralizzati per l’erogazione dell’ossigeno e l’aspirazione dei liquidi biologici. L’area di degenza è dotata di  climatizzazione ambientale secondo le raccomandazioni delle principali linee guida internazionali sull’argomento.

I pazienti ricoverati in Semintensiva provengono tutti da reparti di Rianimazione Generale, in maggior parte da quelli dell’ASL di Modena ma anche da altre ASL della Regione Emilia Romagna e di altre parti d’Italia. Da più di 15 anni il team si è particolarmente specializzato nello svezzamento dalla ventilazione meccanica invasiva tramite accesso tracheostomico (pazienti tracheostomizzati), sul modello del Weaning Center dei paesi

Patologie trattate
La Semintensiva Pneumologica – Semintensiva ad Alta Valenza Riabilitativa si occupa del monitoraggio e del trattamento dei pazienti affetti da:
-    insufficienza respiratoria acuta (IRA) da causa primitivamente respiratoria e/o da insufficienza respiratoria cronica riacutizzata (IRC)", che necessitano di ventilazione meccanica invasiva e non invasiva
-    insufficienza respiratoria in pazienti post-chirurgici con problematiche di svezzamento difficoltoso
-    insufficienza respiratoria acuta post-traumatica
-    insufficienza respiratoria in pazienti affetti da gravi patologie cardiache o post-cardiochirurgici.
-    pazienti affetti da insufficienza respiratoria in corso di malattie neuromuscolari di tipo degenerativo.

Obiettivi principali
L’obiettivo che si pone il team è quello di permettere al maggior numero possibile di pazienti ventilati invasivamente, tramite un protocollo medico e riabilitativo personalizzato, di fare a meno del supporto ventilatorio meccanico invasivo e, nel migliore dei casi, anche di rimuovere la protesi respiratoria. Parallelamente, il team, composto da medici, infermieri, terapisti della riabilitazione, psicologi e dietisti altamente qualificati e adeguatamente formati, ha una specifica esperienza:
-    nella diagnosi e nel trattamento della disfagia ai liquidi e ai solidi, che spesso coesiste in tale tipologia di pazienti
-   nella prevenzione e nel trattamento delle lesioni da pressione che possono insorgere a causa dal prolungato allettamento e dalle importanti alterazioni della nutrizione, che possono essere la conseguenza dal ricovero nei  reparti di rianimazione
-   nell’attuazione di protocolli riabilitativi respiratori volti a migliorare la performance e l’autonomia respiratoria del paziente e al recupero della tosse volontaria e spontanea
-   nell’attuazione di protocolli riabilitativi personalizzati  volti al recupero neuromotorio e posturale degli stessi
-   nel recupero dello stato catabolico-nutrizionale tramite diete personalizzate oro-entero-parenterali, costantemente monitorate tramite il periodico rilievo degli indici nutrizionali antropometrici, bio-umorali e strumentali (bioimpedenziometria)
-   nel supporto psicologico mirato a trattare le alterazioni dell’equilibrio umorale del paziente e/o dei suoi familiari.
Tale approccio multidisciplinare rende spesso reale la prospettiva di un recupero, anche se solo parziale, della autonomia e qualità di vita del paziente, consentendo parallelamente di contenere i costi di gestione legati alla permanenza prolungata in aree di rianimazione generale e di favorire i percorsi di domiciliarizzazione del paziente stesso attraverso la collaborazione con i distretti territoriali di appartenenza.

Progetto Riabilitativo Individuale
Il Progetto Riabilitativo Individuale (PRI) definito dal medico pneumologo, in collaborazione con gli altri professionisti del team (infermiere, psicologo, terapista della riabilitazione, nutrizionista-dietista), rende sinergiche le diverse componenti ed è unico per ciascun paziente, che ne è il centro.
Il PRI:
•   consente la visione globale dello stato funzionale e delle capacità residue del paziente, ove possibile, attraverso l’utilizzo di scale validate e/o riconosciute da società scientifiche,
•    definisce gli interventi utili al raggiungimento degli obiettivi prefissati, incentrati sui diversi problemi rilevati,
•    prevede la valutazione periodica dei risultati raggiunti e la verifica degli obiettivi attesi,
•    viene condiviso con il paziente e, quando possibile, con la famiglia.
I principali ambiti di intervento del PRI sono:
•    Inquadramento diagnostico e valutazione interdisciplinare
•    Trattamento della IRA
•    Svezzamento da prolungata ventilazione meccanica (VM)
•    Monitoraggio clinico
•    Valutazione e preparazione di pazienti candidati alla ventilazione meccanica domiciliare (VMD)
•    Assistenza medica ed infermieristica

Inquadramento diagnostico e valutazione interdisciplinare
L'inquadramento diagnostico-valutativo, effettuato nei primi giorni di degenza, analizza non solo le variabili cliniche, ma anche quelle psicologiche e sociali che coinvolgono il paziente in questa fase di malattia; l'approccio è svolto dal team interdisciplinare che valuta il malato, seguendone il lavoro e l'esito terapeutico.

Trattamento IRA
Il trattamento delle gravi riacutizzazioni dei pazienti portatori di BPCO e alcune condizioni cliniche o affezioni caratterizzate da ipossiemia refrattaria (come l'edema polmonare acuto o le polmoniti) rappresentano le principali applicazioni per l'utilizzo efficace della ventilazione non invasiva (VNI). L'obiettivo è quello di evitare la intubazione delle vie aeree e la conseguente gestione invasiva più tipicamente rianimatoria. Tale obiettivo è raggiunto in circa il 60-80% dei casi trattati.

Svezzamento ventilazione meccanica
Lo svezzamento ("weaning") da VM è una problematica riabilitativa (cioè di recupero della funzione) che riguarda le fasi precoci che conseguono alla IRA e alla eventuale successiva intubazione delle vie aeree (anche secondaria al fallimento della VNI). La attuazione del piano di "weaning" è il principale appannaggio di pazienti, per lo più tracheostomizzati e affetti da malattie croniche polmonari come la BPCO, reduci da tale situazione. Obiettivo è il distacco permanente dal ventilatore, che viene raggiunto in circa il 50-60% dei casi trattati e dei sopravvissuti. Allo stesso tempo una percentuale di pazienti, compresa fra il 15 e 30%, può, in seguito alla applicazione di questo processo, essere definita come non svezzabile o non completamente svezzabile e quindi preparata/avviata alla ventilazione meccanica domiciliare (VMD).

Monitoraggio clinico
Il monitoraggio è rappresentato dall' aggiornamento continuo di parametri clinici e fisiologici (cardio-respiratori) in grado di consentire una istantanea comprensione dei fenomeni patologici che si determinano nei pazienti a rischio di IRA. Nel passato il concetto di monitoraggio era legato per lo più alla consuetudine, da parte dell' infermiere, di rilevare i segni vitali; attualmente avviene attraverso il rilievo tecnologico (attraverso monitor e specifici sensori) di molteplici funzioni vitali.
Obiettivo di questa attività è quello di prevenire o prevedere peggioramenti, correggere la instabilità clinica, valutare gli effetti di un intervento.
Valutazione e preparazione dei pazienti candidati alla Ventilazione Meccanica Domiciliare (VMD)
A seguito del fallimento del "weaning" , il paziente non svezzato o parzialmente svezzato dal ventilatore, viene preparato al piano di VMD. Sono candidati a questa prospettiva pazienti neuromuscolari (come nel caso dei pazienti miodistrofici) o cifoscoliotici, ma anche pazienti BPCO con elevato grado di instabilità clinica e/o refrattari alla ossigenoterapia. Obiettivo di questa attività è la definizione della indicazione e la successiva preparazione al passaggio del paziente al proprio domicilio o in aree di cura protette. In questa fase è cruciale un tempestivo coinvolgimento, in un programma di carattere educativo, del paziente e dei parenti conviventi per portarli a raggiungere familiarità con le tecniche da impiegare per la gestione domiciliare del ventilatore.

Assistenza medica ed infermieristica
Le funzioni svolte dallo staff infermieristico per la assistenza sono essenziali al fine di rendere operativi i piani di intervento progettati sul paziente ed i relativi monitoraggi. Lo staff medico è impegnato per garantire la massima adeguatezza di cura e prontezza di intervento nel caso di aggravamenti e indicazioni a interventi di emergenza.

Dimissione e continuità terapeutica-assistenziale e di cura
Al temine del ricovero, il team valuta l’efficacia degli interventi attuati e verifica il raggiungimento degli obiettivi pianificati, che condivide con il paziente e/o familiari. Insieme concordano il rientro a domicilio o la necessità di attivare una dimissione in regime protetto.  
Il medico illustra e consegna la lettera di dimissione che riporta gli esiti degli accertamenti più rilevanti eseguiti, la terapia farmacologica consigliata, gli eventuali controlli da effettuare a domicilio e le indicazioni a cui dovrà attenersi il paziente.

A NORMA DI LEGGE E PER MOTIVI DI SALUTE IN TUTTO L’OSPEDALE E’ VIETATO FUMARE